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Con la provincia più vasta del Mezzogiorno e caratterizzata da un clima mite, Salerno è una sorta di ombelico turistico adagiata sulla costa tirrenica tra la rinomatissima costiera amalfitana e la suggestiva costiera cilentana. Il mare dal colore azzurro intenso è, infatti, una delle sue maggiori risorse sia economico-commerciali sia emozionali. Un incantevole golfo ampio e circolare, una costa bassa e piuttosto omogenea che poi muta la propria forma in prossimità delle due costiere, circondata dalla macchia mediterranea e da una verdeggiante vegetazione.
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Nel cuore del centro storico di Salerno, tra stretti vicoli e piccole botteghe artigianali, si erge il maestoso Duomo di San Matteo. La cattedrale, voluta da Roberto il Guiscardo nel 1079 durante l’arcivescovato di Alfano I e consacrata da papa Gregorio VI in persona, è uno dei più suggestivi esempi di architettura Medioevale del meridione d’Italia. Ad oggi il Duomo al suo ingresso si presenta con una scalinata monumentale a doppia rampa sulla cui sommità si palesa la Porta dei Leoni.
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Al calar del sole, passeggiando per le vie del centro di Salerno, si rimane colpiti dall’imponente complesso illuminato che si erge sul monte Bonadies. E’ il castello di Arechi che, dalla sua prominente posizione, regna solitario e silenzioso a circa 300 metri sul livello del mare. Il castello fu realizzato nel VII secolo e poi rinnovato dal principe longobardo Arechi II che scelse il Monte Bonadies come sede ideale per dar vita a un poderoso sistema difensivo.
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Il centro storico di Salerno rappresenta il suo cuore pulsante, il suo gioiello medievale, come lo definì il poeta salernitano Alfonso Gatto. Del Medioevo resta infatti l’impianto urbanistico, sviluppato sull’originario insediamento romano. Il dedalo intricato di strade strette, vicoli e piazzali si sviluppa tra affascinanti palazzi d’epoca, pittoresche botteghe e notevoli testimonianze dell’architettura religiosa longobarda e normanna.
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La tradizione vuole che tra i fondatori della Scuola Medica Salernitana ci siano stati un latino (Salernus), un greco (Pontus), un arabo (Adela) e un ebreo (Helinus), legando le origini dell’attività medica ai colori della leggenda. L’aneddoto rispecchia la grande apertura che la Scuola di Salerno ebbe verso le conoscenze provenienti dall’Oriente, pur sorgendo in un ambiente culturale tutto latino.
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Agli inizi del XIV secolo il medico Matteo Silvatico impiantò nella zona del Plaium montis di Salerno, appena fuori la cerchia delle mura di cinta medievali del Castello di Arechi, un orto botanico collegato con la Scuola Medica Salernitana. L’orto si trovava a ridosso del torrente Fusandola, lungo la strada verdeggiante che dalla parte bassa della città, costeggiando orti a terrazze tutt’oggi esistenti, giunge fino al Castello di Arechi.
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La nascita del Museo Roberto Papi nella città di Salerno ha un forte valore storico-culturale che si ricollega perfettamente alla formazione locale fondata sulla illustre presenza della Scuola Medica Salernitana. Nonostante non ci sia uno stretto legame di discendenza cronologica, la presenza del Museo arricchisce notevolmente quello che può essere un itinerario storico culturale costituito da strade, musei, luoghi significativi come il Giardino della Minerva, che ci riportano dalla più illustre fonte di scienza medica nell'occidente – la Scuola Medica Salernitana – fino ad una collezione più attuale (dal XVII al XX ) di storia della medicina e della strumentazione chirurgica custodita nel nuovo Museo Roberto Papi.
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L'Area archeologica etrusco-sannitica di Fratte rappresenta una testimonianza fondamentale degli insediamenti di epoca pre-romana nell’attuale città di Salerno, attestati già dal periodo neolitico. L’area archeologica, unica nel suo genere nella provincia di Salerno, è situata alla periferia nord-orientale di Salerno lungo il fiume Irno, nell’attuale rione di Fratte, il cui centro antico sorgeva sulla collina di tufo alla riva sinistra del fiume.
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Una delle vedute più affascinanti del golfo di Salerno è sicuramente quella fruibile dal forte La Carnale, in via Torrione. Eretto nel 1563 nei pressi della foce del fiume Irno, era in una posizione strategica poichè distante - allora - dall’abitato cittadino. Parte di un sistema di difesa, costituito da torri, fu realizzato a partire allo scopo di difendere la città dalle incursioni nemiche (il nome sembra derivare proprio da una strage di Saraceni).
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Il Museo archeologico provinciale di Salerno è uno dei più interessanti musei topografici regionali. I reperti conservati nel prestigioso complesso monumentale di San Benedetto, situato nel centro storico del capoluogo, rappresentano una delle più preziose testimonianze delle civiltà succedutesi nel salernitano. Il Museo accoglie una ricchissima documentazione che va dalla preistoria all'alto Medioevo riguardanti culture antiche di una terra che per la sua posizione privilegiata è sempre stata crocevia di popoli.
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